La triste notizia riguardante la prematura scomparsa della famosa ed internazionale Artista Whitney Houston ha velocemente fatto il giro del mondo non voglio pertanto aggiungere molte altre parole a riguardo.
Posso solo umilmente affermare che ero presente al suo ultimo concerto tenutosi a Milano (maggio 2010) anche in quel caso, la critica non era stata clemente nei suoi confronti nonostante fosse palese il suo tentativo di volersi rimettere in gioco dopo un periodo famigliare, professionale e personale buio per tentare di riscattare, con i fun e con i media, la sua precedentemente riconosciuta forte identità di donna e professionista.
Eviterei quindi volentieri di adottare frasi sdolcinate dovute alla circostanza, frasi che troppo spesso si leggono in queste occasioni e impiegherei il tempo per fare un minuto di riflessione e capire i motivi che spingono, sempre ed in ogni occasione, il genere umano a giudicare facilmente ma raramente e difficilmente ad aiutare i propri simili nel “momento del bisogno”.
A mio avviso a volte potrebbe essere un utile esercizio quello di sforzarsi ad evidenziare maggiormente il lato umano che è presente in ognuno di noi (chi più, chi meno) e gli aspetti positivi delle cose (in questo caso ad esempio, la voglia di riscatto, la tenacia, l’amore verso il proprio lavoro,...) tentando di calarsi nei famosi “Panni di “ anzichè trarre veloci conclusioni che spesso, per chi le legge e, non è abbastanza forte psicologicamente o emotivamente, possono essere paragonabili a profonde ulteriori e, come in questo caso, inguaribili ferite.
Ciao Whitney, “I will always love you” !
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