Ieri sera Nicola Savino ha dato il via alla nona edizione dell’Isola dei Famosi, la prima senza Simona Ventura regina indiscussa delle precedenti otto che ha voluto fare un cameo pre-sigla per rendere ancor più ufficiale il passaggio del testimone. Sono da sempre una fedelissima di questo reality ma quest’anno ero molto scettica in quanto sapevo che la redazione, per una scelta editoriale, non avrebbe assoldato nuovi volti di personaggi, più o meno famosi, bensì sarebbe ricorsa alla convocazione di ex concorrenti, realizzando una sorta di “Best of”.
Le vere novità, preannunciate dai principali media, sono state la cancellazione della partecipazione dei “Non-Famosi” (peccato perchè qualche piacevole rivelazione negli anni passati c’è stata) e, a causa dello spiacevole episodio della nave da crociera “Costa Concordia”, il nuovo appellattivo agli isolani ora non più chiamati “Naufraghi” bensì “Eroi”. Pensavo quindi che sarebbe stato tutto di una noia terrificante...invece mi sbagliavo e, almeno per la prima puntata, mi sono ricreduta.
Devo ammettere che diverse occasioni e situazioni mi hanno fatto sorridere di cuore, per citarne alcune:
- il volto terrorizzato che ha accompagnato il pre-lancio dall’elicottero di Enzo Paolo Turchi,
- le battute di Rossano Rubicondi fatte al “Tempio” circa la famelicità di. Flavia Vento,
- vedere una innata ed. inaspettata eleganza del Divino mago Otelma più in versione Costa Smeralda che survivor
- Malgiolio che si è capovolto durante la prima prova leader
- La poesia di F.Vento...dedicata all'isola
La puntata si è conclusa con la finta eliminazione di Rubicondi, che in realtà ha raggiunto la più fortunata isola degli “Eletti”, e l’aspettato ballottaggio per l’eliminazione della prossima settimana tra i due contendenti Arianna David e Cecchi Paone. Mi hanno convinta dunque continuerò a seguire le gesta degli eroi, speriamo prosegua così, del resto, come ha detto Valeria Marini, c’era una “Buona energia” e, dal mio comodo divano di casa, l’ho respirata tutta a pieni polmoni e mi sono proprio divertita!
E per chi si fosse perso la puntata: isola 9
27 gen 2012
25 gen 2012
Mission... Impossible “Protocollo Fantasma”: n. 19
Ho avuto il piacere di vedere l’anteprima assoluta dell’ultimissima Mission Impossible (la quarta produzione) e devo ammettere che mi sono proprio divertita.
Non voglio svelarvi molto, altrimenti vi toglieri il gusto di andare al cinema a vederlo, ma posso anticiparvi qualcosa... per stuzzicare ulteriormente la vostra curiosità!
In questo episodio Tom Cruise, nei panni dell’agente segreto Ethan Hunt e il suo gruppo, sono invitati dal Presidente ad operare, senza alcuna copertura governativa, nella missione chiamata “Protocollo Fantasma” con l’obiettivo di fermare chi sta cercando di scatenare una guerra nucleare contando sulla diffidenza tra russi e yankee.
Nonostante le difficoltose prove a cui il team è sottoposto per portare a compimento la mission, questa volta più che mai l’azione lascia spazio all’Emozione in un duplice senso:
- il protagonista appare più umanizzato, innamorato e non un solo, semplice ed impeccabile agente robotico dedito a svolgere alla perfezione i suoi complicati compiti
- il pathos regalato da alcune riprese, grazie alle scelte registiche compiute da Brad Bird abbinate all’aiuto di una appropriata e ricercata selezione di location a dir poco spettacolari come ad esempio il Burj Khalifa di Dubai (attualmente il grattacielo più alto del mondo), hanno contribuito a creare in sala il fatidico effetto WOW...lasciando davvero tutti con il fiato sospeso (io sono letteralmente saltata più volte sulla mia poltroncina incrociando l’incrociabile affinchè tutto potesse andare a buon fine).
Naturalmente Ethan Hunt sopravvive a qualsiasi ferita, botta, percossa e caduta e se la cava con un lieve dolore ad una gamba e qualche graffio ma, al suo fianco, c'è un gruppo che consente di diversificare l'azione aggiungendo ironia e riuscendo a strappare in diverse occasioni qualche sorriso al pubblico in sala.
Infine, anche questa volta sono riusciti a farmi venire voglia di salire su un aereo e partire, la capacità di mostrare le città in maniera meravigliosa (anche se purtroppo il più delle volte si distruggono...) è stata confermata e in questo caso mi hanno regalato la possibilità di visitare, in soli 132 minuti Mosca e il Cremlino, Dubai, Mumbai, San Francisco e Seattle.
Tac tac tac: Missione conclusa, prenoto un volo!
18 gen 2012
Mission n° 18: La mia prima intervista...per “Zip!”
Sabato mattina ero in giro a zonzo per il centrissimo di Milano e mi è capitata una cosa divertentissima quindi volevo parlarvene.
Stavo camminando in Via della Spiga e ad un certo punto mi ferma una ragazza con un microfono coloratissimo con il logo ZIP! e mi dice posso intervistarti?
Un pò per istinto, un pò per timidezza le ho subito risposto: “No grazie”...ma lei, abilissima, ha immediatamente incalzato dicendomi, non ti preoccupare non si tratta di una TV italiana ma giapponese.
Dopo aver pronunciato la parolina magica “Giapponese” (adoro tutto ciò che è nipponico, il viaggio in quel Paese per me è stato un piacevole flash indimenticabile che custodisco gelosamente nel cuore) ho accettato di mettermi in gioco rispondendo alle sue domande e delegando i miei “diritti di immagine” alla fatidica “Zip!”.
Le domande sono state misurate, opportune ed assolutamente appropriate al contesto della settimana della moda, giudicate anche voi:
- Qual è il pezzo che indossi oggi che ti piace maggiormente, di cui sei più fiera?
- Di che marca è?
- Ricordi quando lo hai comprato?
Successivamente la parte più divertente è stata lo “Shooting” improvvisato davanti al portoncino in legno che si trova di fianco al negozio Car shoe di Via della Spiga, a quel punto devo dire che ero imbarazzatissima ma sorridevo perchè mentre un “pubblico” di gente (più o meno chic) passeggiava, io ero alle prese con un cameraman che mi parlava, rigorosamente in giapponese e mi dava indicazioni sulle pose da tenere per mettere in luce il più possibile il mio pezzo forte del look...per fortuna avevo scelto la borsa.
Il pelo nell’uovo: arrivata a casa mi sono accertata di non essere caduta in una “sola”, ZIP! esiste davvero, siete curiosi?
Cliccate questo link ZIP! e se capite il giapponese, potrete anche trovare il mio video e ridere con me, spero non di me J
Finalmente la creatività nipponica ha contribuito a realizzare un’intervista originale che non fosse legata alle solite domande tipo:
- Acquisterà con i saldi?
- Cosa nello specifico?
- Qual è il suo budget?
- ....
Anche in questo caso i giapponesi mi hanno piacevolmente stupito poichè hanno trovato un modo unconventional per sondare il terreno e gestire “Focus group” e sondaggi in modo nuovo, originale, divertentente, ludico senza rinunciare all’eccellenza del risultato - Kampai!
17 gen 2012
Mission n°17: Milano Fashion Week, anche quest’anno è arrivata!
Finalmente anche quest’anno si è aperta la settimana della moda meneghina maschile con le nuovissime proposte che i più rinomati stilisti hanno pensato per vestire l’uomo durante la prossima stagione.
Milano, come ogni anno, si è popolata di meravigliosi e statuari ragazzotti (che nell’ultimo periodo le più fortunate di noi hanno visto girare per le vie della città con in mano pesantissimi book...) in cerca delle varie location per affrontare i casting con la speranza nel cuore di ricevere il fatidico “sì” che gli consentisse di poter sfilare, come splendide gazzelle, sulle principali passerelle.
Hanno aperto i big: Dolce & Gabbana, Prada, Armani, Missoni, Zegna, Cavalli, Ferragamo, Westwood, Tod’s ma ciascuno di loro, pur mantenendo fede al proprio stile, viste le contingenze culturali, sociali, economiche e di mercato, mi è sembrato che si fossero coalizzati facendo emergere chiare “Keywords” quali:
- “Made in Italy” , R. Cavalli
- “Ritorno al passato”, Dolce & Gabbana
- “Morigeratezza”, G. Armani
- “Coscienza ecologica”, V. Westwood
- “Nero”, il colore predominante in tutte le collezioni, altra parola chiave che indica un ritorno alla sobrietà
- “Eredità”, capi preziosi come ad esempio i cappotti, che però possono essere sfruttati da più generazioni, Dolce & Gabbana
- “Potere”, M.Prada, esagerando con l’eccentricità dello stile proposto voleva trasmettere la capacità di farsi gioco e di prendere le distanze dal Potere.
Il pelo nell’uovo: In un periodo, per diversi motivi, difficile per tutti (chi più, chi meno) trovo utile, appropriata e geniale questa sorta di coalizione soprattutto perchè attuata a difesa di uno dei maggiori vanti che il nostro Paese ha “la Moda”.
Certamente gli stilisti, anche in questo caso, non hanno rinunciato al bello e non hanno smesso di farci sognare ma il tutto è avvenuto (e sta avvenendo) con misura.
Personalmente mi fa piacere e mi onora condividere, anche con i massimi Guru del mondo del fashion, la riscoperta di valori e principi semplici.
Ad esempio, anche la scelta di utilizzare attori di casa nostra per promuovere il brand attraverso la nuova campagna pubblicitaria realizzata da un’idea di Dolce & Gabbana con il cortometraggio intitolato:
“La bella estate” girato nell’italianissima Portofino e firmato da Mariano Vivanco, è un’altra utile riprova di voler rifar partire la macchina non guardando sempre fuori ma considerando con massimo riguardo le eccellenze di casa nostra!
Speriamo che in molti seguano questo lodabile esempio.
12 gen 2012
Mission n°16: Gennaio...dieta mediatica ma non solo!
Per ora tutto tace...cerco spasmodicamente informazioni, immagini, fonti, spunti interessanti ovunque ho le antenne stra-tese ma nulla, nada de nada.
Per fortuna quest’anno e’ stata anticipata l’edizione di Pitti a Firenze e che Benedetta Parodi ha deciso di pubblicizzare l’uscita dellle sue ricette “Letto e fatto” abbinandole al “Corriere della Sera” (nonostante a mio avviso il periodo non sia azzeccatissimo, siamo ancora stra-sazi degli eccessi culinari tipici del periodo natalizio...).
Tornando al Pitti pero’volevo parlare di un evento che si e’ tenuto durante la serata inaugurale che mi ha particolarmente colpito per la sua originalità, è il Party di RCS chiamato “Firenze & Fashion” durante il quale otto disegnatori hanno interpretato le otto testate della Concessionaria (Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport - ed i rispettivi settimanali Sette & Sette Green - Io Donna, Sportweek, Style, Max e Urban). Tutte le opere rimarrano esposte in Piazza della Repubblica per tutta la settimana, consentendo così la visita ai più.
In primo piano:
Gherardini ha presentato una borsa realizzata sulla base di un illustrazione di Leonardo (idea carina ma non ho ancora capito se mi piace o no...), la maggior parte degli stilisti si è mostrata positiva e ha voluto dare segnali di fiducia verso i nuovi mercati, Paciotti è nostalgico e lo dimostrano alcuni pezzi che ha presentato, tipo la scarpa vintage chiamata “308 Madison” che la immagina camminare negli Hamptons ai piedi di John Kennedy o il decolletè arancione e fucsia che ha creato ispirandosi all’esuberanza della cantante purtroppo recentemente scomparsa , Amy Whinehouse.
Anche Prada rincorre i fasti del passato legandosi all’Avv. Agnelli dedicando a lui un’edizione esclusiva delle comodissime e adorabili Car Shoe (le voglio anch’io che sono una femminuccia...)
Piombo invece difende a spada tratta il suo brand attraverso comunicati realizzati ad hoc ed apparsi sui principali quotidiani, bravo!
Invece in TV, facendo zapping, ho scorto la pubblicità di prodotti dietetici, una Telepromozione da 60’’ by Messegue che pubblicizza articoli che dovrebbero aiutare a tornare in forma dopo le feste...
A questo punto ammetto di essere confusa:
- La Parodi mi invita a mangiare e scoprire nuove ricette con le sue uscite “Letto e fatto”
- Messegue mi consiglia come perdere i chiletti presi durante le feste con i suoi miracolosi prodotti
- Gli stilisti mi fanno stringere il cuore rinnegando il periodo contemporaneo e facendomi pensare ai fasti del passato
Il pelo nell’uovo:
Per il resto tutto ancora tace, mi auguro che dalla prossima settimana, nel panorama media, possa ricominciare ad accadere qualcosa di divertente da poter commentare, da questo punto di vista, il 2012 non poteva iniziare più a dieta di così.... alla faccia della Parodi J J J
4 gen 2012
Mission n°15: Buon anno a tutti!
Ah ah ah ah ah sto continuando a ridere come una matta...non per i fumi dell’alcool ancora in corpo (residui della notte di Capodanno) bensì per l’articolo meraviglioso che ha scritto Aldo Grasso su corrieredellasera.it che commenta, con diabolica ironia, il programma di Carlo Conti andato in onda su Rai 1 in diretta dal modernissimo palaghiaccio di Courmayeur per traghettare, il pubblico a casa, nel nuovo anno.
Rido per vari motivi:
- Mi trovavo in vacanza proprio lassù quindi ho “respirato” i preparativi mediatici della soirèe (più che altro lo smog dei numerosissimi camion arrivati che hanno contribuito a rendere l’aria della cittadina ancora più irrespirabile ed inquinata di quanto già non fosse a causa dell’esodo di numerossisimi Milanesi... W la montagna)
- Essendo a festeggiare il Capodanno a casa di amici, la TV era accesa su Rai 1 quindi, con la coda dell’occhio, ho visto qualche esibizione canora e ridevamo tutti insieme perchè abbiamo creato una sorta di intrattenimento nell’intrattenimento attraverso il gioco “ indovina chi canta?” Infatti, a parte i volti più “freschi” quali i Pooh, i Dik Dik, Fausto Leali...tutti gli altri artisti ci risultavano per lo più ignoti; abbiamo infine sfruttato il countdown di Conti per poter stappare all’unanimità qualche bottiglia di champagne...e dare così il benvenuto al nuovo anno
- Condivido il pensiero di Grasso sul profilo dal sapore “old style” del programma specchio del Paese in cui viviamo in cui se non hai tutti i capelli bianchi (tinti o no) è difficilissimo ottenere posizioni di rilievo e prestigio in qualsiasi ambito si lavori ma, a mio avviso, il tutto è ancora più stridente perchè è stata scelta una location che quest’anno ha vantato, su tutte le principali testate, un grande rilancio a fronte delle nuove aperture di locali, ristoranti, bar alla moda per non citare i VIP paparazzati che hanno scelto la Vallè come meta per far bagordi J
- A. Grasso conclude l’articolo dicendo “Finita la Courmayeur dei Beria d’Argentine, dei Momigliano, dei Bocca, ecco la Courmayeur dei format tv, del pubblico generalista, dell’indistinto dei capelli tinti. La Val d’Aosta ha tanti soldi da spendere in promozione perché è una regione autonoma, i suoi abitanti godono di privilegi che altri cittadini italiani non hanno. Ha ancora senso tutto ciò?”
- A tutto questo aggiungerei anche che, da turista, avrei preferito vivere il mio soggiorno ricevendo meno “NO” oppure meno “Non ho posto, però la inserisco in lista d’attesa” oppure ancora meno “ aspetti 10 minuti che le preparo il tavolo, poi 10 minuti diventavano 45...” e meritarsi questi “privilegi” facendo fronte ai loro doveri di padroni di casa magari anche con qualche sorriso in più!
Il pelo nell'uovo: a livello di promozione turistica devo ammettere che i media ed i PR hanno lavorato molto bene,sono stati convincenti e la cittadina era piena di bei volti,noti e non; purtroppo pero',parte delle strutture, non sono ancora pronte ad accogliere tante persone tutte in una volta e quindi avrei suggerito di testare meglio la zona e di creare meno aspettative per tentare di non rendere il tutto una semplice “ bolla di sapone“ che ha contribuito a disattendere promesse fatte.
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