Ieri, su Corriere.it il professore Aldo Grasso ha scritto che, durante questa stagione televisiva, anche affermati protagonisti del mondo dello spettacolo come Piero Chiambretti e Daria Bignardi (adoro entrambi per motivi diversi) stanno incontrando non poche difficoltà ad ingranare con i loro avviatissimi programmi sostenendo che, probabilmente, il motivo principale potrebbe essere una sorta di "Congelamento" poichè i programmi rimangono spesso i medesimi mentre, i gusti del pubblico a casa si evolvono rapidamente e costantemente.
Invece oggi, dalla rete, apprendo che il presidente Mohamed Nasheed ha deciso di dimettersi a fronte di una serie di proteste accadute nelle ultime settimane e lo ha fatto proprio utilizzando la TV.
E’ stato riportato inoltre che, un gruppo di agenti di polizia, ha occupato la Televisione di stato, invitando i cittadini a scendere in piazza per protestare contro il Presidente uscente; nel frattempo, Mohhomad Malech Jamal (portavoce del Dqp) ha annunciato che i partiti della minoranza si consulteranno per decidere sulla convocazione di nuove elezioni presidenziali.
Il pelo nell’uovo:
Pensare che in Italia, nell’ultimo periodo è quasi diventato di moda evidenziare il fatto che, per fare fronte al clima generale di austerity e ristrettezze, alcuni programmi TV abbiano ridotto i budget da destinare alla realizzazione di scenografie, alla ricerca di ospiti, comparsate, alla realizzazione di costumi di scena (pare a volte addirittura riciclando gli stessi per più programmi) tentando forse di dimenticare che la vera “povertà” spesso non si nasconde nella forma bensì nella sostanza e che quello che manca ai telespettatori probabilmente è solo un po’ di freschezza, di innovazione e soprattutto di studio e di analisi approfondita circa i gusti e le abitudini del nostro meraviglioso Paese e degli abitanti che lo abitano che, grazie al cielo, sono in continua trasformazione.
Ora spegnerò la TV e mi berrò un cocktail sul mio divano immaginando di essere su questo meraviglioso atollo, augurandomi che tutte le tempeste si siano davvero sedate e che, al termine della Rivoluzione passata per la Televisione, ora possa essere la Televisione a subire la Rivoluzione :-)
xoxo

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