Ah ah ah ah ah sto continuando a ridere come una matta...non per i fumi dell’alcool ancora in corpo (residui della notte di Capodanno) bensì per l’articolo meraviglioso che ha scritto Aldo Grasso su corrieredellasera.it che commenta, con diabolica ironia, il programma di Carlo Conti andato in onda su Rai 1 in diretta dal modernissimo palaghiaccio di Courmayeur per traghettare, il pubblico a casa, nel nuovo anno.
Rido per vari motivi:
- Mi trovavo in vacanza proprio lassù quindi ho “respirato” i preparativi mediatici della soirèe (più che altro lo smog dei numerosissimi camion arrivati che hanno contribuito a rendere l’aria della cittadina ancora più irrespirabile ed inquinata di quanto già non fosse a causa dell’esodo di numerossisimi Milanesi... W la montagna)
- Essendo a festeggiare il Capodanno a casa di amici, la TV era accesa su Rai 1 quindi, con la coda dell’occhio, ho visto qualche esibizione canora e ridevamo tutti insieme perchè abbiamo creato una sorta di intrattenimento nell’intrattenimento attraverso il gioco “ indovina chi canta?” Infatti, a parte i volti più “freschi” quali i Pooh, i Dik Dik, Fausto Leali...tutti gli altri artisti ci risultavano per lo più ignoti; abbiamo infine sfruttato il countdown di Conti per poter stappare all’unanimità qualche bottiglia di champagne...e dare così il benvenuto al nuovo anno
- Condivido il pensiero di Grasso sul profilo dal sapore “old style” del programma specchio del Paese in cui viviamo in cui se non hai tutti i capelli bianchi (tinti o no) è difficilissimo ottenere posizioni di rilievo e prestigio in qualsiasi ambito si lavori ma, a mio avviso, il tutto è ancora più stridente perchè è stata scelta una location che quest’anno ha vantato, su tutte le principali testate, un grande rilancio a fronte delle nuove aperture di locali, ristoranti, bar alla moda per non citare i VIP paparazzati che hanno scelto la Vallè come meta per far bagordi J
- A. Grasso conclude l’articolo dicendo “Finita la Courmayeur dei Beria d’Argentine, dei Momigliano, dei Bocca, ecco la Courmayeur dei format tv, del pubblico generalista, dell’indistinto dei capelli tinti. La Val d’Aosta ha tanti soldi da spendere in promozione perché è una regione autonoma, i suoi abitanti godono di privilegi che altri cittadini italiani non hanno. Ha ancora senso tutto ciò?”
- A tutto questo aggiungerei anche che, da turista, avrei preferito vivere il mio soggiorno ricevendo meno “NO” oppure meno “Non ho posto, però la inserisco in lista d’attesa” oppure ancora meno “ aspetti 10 minuti che le preparo il tavolo, poi 10 minuti diventavano 45...” e meritarsi questi “privilegi” facendo fronte ai loro doveri di padroni di casa magari anche con qualche sorriso in più!
Il pelo nell'uovo: a livello di promozione turistica devo ammettere che i media ed i PR hanno lavorato molto bene,sono stati convincenti e la cittadina era piena di bei volti,noti e non; purtroppo pero',parte delle strutture, non sono ancora pronte ad accogliere tante persone tutte in una volta e quindi avrei suggerito di testare meglio la zona e di creare meno aspettative per tentare di non rendere il tutto una semplice “ bolla di sapone“ che ha contribuito a disattendere promesse fatte.
Nessun commento:
Posta un commento